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  Cenni Storici
perido punico-romano

L’isola di Pantelleria si trova quasi a metà strada sulla rotta tra la Sicilia e Capo Bon (70 km). La posizione assolutamente strategica dell’isola fa dell’antica Cossyra il punto di passaggio obbligato per le comunicazioni tra il continente africano e la Sicilia, nonché per i transiti est-ovest nel Mediterraneo.
Strabone ricorda infatti che «davanti a capo Lilibeo e ad Aspis, città Cartaginese il cui nome attuale è Clupea, a metà strada tra i due c’è l’isola di Cossura. Essa dista da entrambi ... 88 miglia».La posizione strategica dell’isola è del resto destinata ad emergere immediatamente allo scoppio della prima guerra punica: nell’anno 255 a. C. una flotta romana di 350 navi sulla rotta verso l’Africa accorsa in soccorso delle truppe di Regolo accerchiate a Aspis/Clupea si impadronisce dell’isola; nella città distrutta viene lasciata una guarnigione. Per l’anno successivo i fasti registrano il trionfo dei consoli Ser. Fulvius Paetinus Nobilior e M. Aemilius Paullus non solo sui Cartaginesi ma anche de Cossurensibus.
La conquista romana di Cossyra si dimostrerà però effimera, e nello stesso anno le fonti registrano un contrattacco cartaginese: i Punici riportando la guerra in Sicilia riconquistano immancabilmente l’isola. Nulla si sa dell’isola per il successivo trentennio. Bisogna attendere la seconda guerra punica per ritrovare l’isola nella cronaca di guerra: nel 217 a. C. – ricorda Polibio (3, 96) - Cn. Servilius Geminus riconquista Cossyra, vi impianta una guarnigione mentre l’isola viene incorporata nella Provincia Sicilia. Anche nelle successive vicende che interessano questa area del Mediterraneo, Cossyra continua a mantenere il suo ruolo di punto strategico per i transiti marittimi: nel corso delle campagne di Pompeo contro i pirati, nell’81 a.C. Pantelleria è luogo di rifugio per Carbo; ancora più evidente il ruolo strategico di Pantelleria appare durante la campagna di Ottaviano e Lepido contro Sex. Pompeius nel 36 a. C., quando l’isola è scelta come base di Lepido.